
Arcidosso 6 novembre 1834 – Bagnore 18 agosto 1878
Violetta Zamperini
Davide Lazzaretti : esempio e fonte di ispirazione per la nostra cooperativa di comunità
Nel 1869 il Lazzaretti affitta un podere lungo le pendici del monte Labbro, dove si trasferisce con la famiglia. Il 13 Aprile dello stesso anno 180 persone si raccolgono intorno a lui per aiutarlo a svolgere alcuni lavori e per ascoltarlo.
A partire da visioni e rivelazioni spirituali avute nel corso degli anni, nasce l’elaborazione del percorso spirituale giurisdavidico. Le persone che lo seguono mettono tutto in comune, non dispongono di beni propri e anche il lavoro è organizzato in collettività. Il mantenimento è assicurato da un fondo comune.
L’eremo sulla cima del monte labbro viene completato nel 1875, esclusivamente grazie al lavoro volontario e gratuito dei soci.
La sua aspirazione è quella di creare un qualcosa in grado di assolvere al compito dell’assistenza spirituale, ma sopratutto di quella materiale nei confronti degli strati più deboli della popolazione.
Lazzaretti viaggia e viene arrestato più volte. È accusato di frode continuata, vagabondaggio e truffa. Al ritorno al monte Labbro è accolto da una folla enorme pronta ad ascoltarlo e mettere in pratica i suoi insegnamenti. Nel 1872 fonda la Società delle famiglie cristiane: oltre 80 famiglie mettono in comune terreni e bestiame, ricevendo dalla società vitto, vestiario e istruzione per i figli. Al contempo vengono aperte le prime scuole rurali della zona, e per la prima volta le donne della comunità acquisiscono il diritto di voto, e prestigio e funzioni uguali a quelle degli uomini.
La società vede la presenza di contadini, piccoli proprietari, braccianti, sarti, falegnami, muratori, pastori, carrettieri. Prendono in appalto lavori per conto del comune di Arcidosso, e affittano grandi appezzamenti di terreno da coltivare in comune sia nella zona dell’Amiata che in maremma.
Dopo un periodo in Francia il Lazzaretti torna in patria nel 1878, e annuncia uno straordinario avvenimento per il 14 Agosto. Tiene discorsi sempre più accesi, attaccando anche il concetto di proprietà. Questo suscita allarmismi nei benpensanti che vedono in pericolo i propri beni. Sarti e donne preparano divise e vesti per la solenne discesa dal monte del 18 agosto. Le autorità non rimangono indifferenti. Durante la discesa del corteo di seguaci verso Arcidosso, il Lazzaretti è colpito da un proiettile proveniente dal gruppo dei carabinieri, sparato a distanza ravvicinata. Muore a Bagnore la sera del 18 Agosto 1878.
Non si sa se l’uccisione del Lazzaretti sia stata conseguenza di un ordine impartito con precisione. Si pensa che non sia stata del tutto premeditata, ma logica conseguenza del clima di conflitto venutosi a creare tra classe dirigente e contadini. Non era tanto l’aspetto religioso a preoccupare i borghesi del tempo, ma la tendenza socialista che il movimento aveva assunto.
Scrive Padre Ernesto Balducci, anche in riferimento all’esperienza del Davide: “Nei tentativi che, nei paesi dell’Amiata, le nuove generazioni stanno facendo per riscoprire e onorare il costume dei padri leggo il prevalere di una intuizione salutare: nessun cambiamento è da ritenersi positivo se obbedisce soltanto a ragioni economiche e tecnologiche, senza introdursi con rispetto, nella struttura antropologica che un gruppo umano ha ereditato da secoli (…) la cultura popolare, quella che sembrava relegata in archivio, contiene in sé prospettive che, invece, sono del tutto misurate sullenuove dimensioni della nostra responsabilità storica (…) nelle memorie sommerse si nascondono messaggi adatti per il futuro”
La descrizione che Balducci fa dell’esperienza comunitaria del gruppo giurisdavidico ricorda e ispira le finalità del nostro progetto cooperativo: “A pochi chilometri dal mio paese (Santa Fiora ndr), nell’altro versante dell’Amiata c’era un’antichissima cultura contadina e cioè un’esistenza corale, immersa nei ritmi fuori del tempo, e lievitata dal mito, ci fu a dar voce al conflitto con la Storia maggiore il profeta Davide Lazzaretti.
Rovinati dagli effetti dell’economia di mercato, generalizzatisi in Italia dopo la sua unità, i contadini reagirono creando una comunità economica e religiosa sotto la guida del loro Profeta, sul Monte Labbro soffiò un vento carico di polline, il “comunismo evangelico “ di Monte Labbro apparve confusamente come il segno di una possibilità che, se attuata, avrebbe radicalmente sovvertito la gerarchia dei privilegi. Ma in quel comunismo c’era di più, c’era la dimostrazione che il popolo, anche il più umile, è in grado di governarsi da sé, spezzando i meccanismi dello sfruttamento. E c’era la dimostrazione tangibile di come l’uomo possa vivere non in competizione con l’altro uomo, ma in una libera cooperazione, in una festosa condivisione dei beni della terra e dei beni dello spirito.
Che Davide Lazzaretti sia morto dopo la fucilata del carabiniere è come un simbolo della qualità umana che la mia gente, pur nel mutare delle stagioni storiche, ha tratto dalle sue radici. Questa qualità umana, che sembrerebbe in via di esaurimento, è la misteriosa combinazione tra la conformità ai ritmi della natura e l’impulso utopistico a cercare un mondo diverso ispirato alle leggi dell’uguaglianza e della fraternità. (…) Se oggi siamo capaci di sognare un futuro senza continuità con il presente, totalmente diverso da quello che ci viene prospettato dai costruttori di storia, è proprio perché è in quella umanità scomparsa che le nostre radici affondano.”
Fonti Bibliografiche
Francesco Bardelli – David Lazzaretti. La Comunità Giurisdavidica nell’Amiata ottocentesca
Ernesto Balducci – Il sogno di una cosa. edito da Cultura della Pace, 1993
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