Roccalbegna

foto: Dario Bonciani

Gilia Pandolfi

Quella di Roccalbegna è un’insolita, pittoresca Maremma, di rocce e di acque, da sempre confine e passaggio tra la montagna e la pianura; una lingua di terra modellata da un fiume tumultuoso, l’Albegna, facilmente percorribile per i  molti sentieri naturali nella vallata del fiume e nelle convalli: via del sale per Albinia, vie della transumanza, cammini dei pellegrini per raggiungere la via francigena.

Terra dai molti sistemi ambientali unificati dalla storia (etrusca, romana, medievale, rinascimentale), ben caratterizzata sul piano naturalistico, di rilevante valenza strategica, una volta.

Al riparo degli enormi monoliti nacque il primo villaggio, Fauclano, con la piccola pieve paleocristiana, e la Cella Sancti Miniati dell’Abbazia di San Salvatore. Divenne molto presto Castello, Roccha Albigna,  quindi possesso della Repubblica di Siena che alla fine del 1200 la trasformò, ingrandendola, in una Città Nòva dal disegno urbanistico razionale con poderose mura, torri a gola aperta, porte urbiche. Siena ne fece una città d’arte: rimangono opere di Goro di Gregorio, Ambrogio Lorenzetti, Luca di Tommè, Vanni, Nasini…  

La Valle dell’Albegna è un’area di conservazione al centro di tre Parchi, quello Faunistico del Monte Labbro, la Riserva Naturale di Pescinello, il Bosco Rocconi del WWF.

Arte, storia, natura, tradizioni, gastronomia, antica civiltà, sentieri pittoreschi da scoprire con un turismo scolastico, culturale, sportivo, gastronomico, climatico.