
Gilia Pandolfi
Terra di antica civiltà etrusca, romana, medievale, citata già dall’anno 776, con il nome di Atriana o Casale Atriano insieme al Casale Fauclano, la futura Roccalbegna, in alcuni documenti dell’Abbazia di San Salvatore. Si apprende che esistevano molte case sparse, acquedotti, e che si praticava una agricoltura razionale con vigneti, campi , frutteti.
Divenne nel XII secolo Castello, fece parte della Contea di Santa Fiora sotto gli Aldobrandeschi. Il 27 giugno del 1388 fu venduto il Castello con tutte le sue pertinenze dal conte Andrea di Santa Fiora a Niccolò, Giovanni e Spinello, figli di Spinello Piccolomini, conte senese. I Piccolomini ampliarono la residenza comitale, i centri operativi con granai, magazzini e rimesse, costruirono una massiccia torre nella parte meno protetta e avviarono un’azione potente di appoderamento, che nel 1570 era costituito da ben 70 poderi . Tre grosse bandite, Poggio Cottone, Vicchio e San Giovanni accoglievano i pastori transumanti nella via dogana Saragiolo/ Santa Fiora / Triana /Orbetello.
Nel 1962 l’ultimo Piccolomini, il conte Silvio, morì senza eredi e lasciò tutti i suoi beni all’Istituto delle Pie Disposizioni di Siena. Oggi il Castello, i poderi una volta belli come ville di campagna , i campi, le vie ombrose sono completamente abbandonati. Dispiace vedere imbarbarita una natura antica.




